martedì 18 settembre 2012

Cocktail alla mela e birra

Una volta ho letto di una strategia di concentrazione che dovrebbe evitare i momenti di blocco, specialmente quando si sta cercando un'idea o la soluzione ad un problema. Se si sente di essere vicini al momento in cui si  accenda la lampadina, quella sensazione di "ecco, ecco ci sono quasi", la teoria dice di continuare ad insistere e di mantenere la mente concentrata senza distrazioni. In questa maniera, si giungerà sicuramente all'obiettivo, in un tempo piuttosto ridotto, perché il cervello sa di esserci quasi e non si deve mollare. Però, se ci si sta arrovellando su una cosa e si sente di essere lontani un miglio dalla soluzione, tanto vale staccare per qualche minuto e distrarsi. La pausa sarà di aiuto per, poi, ottenere un livello di concentrazione più alto o addirittura l'illuminazione può cogliere durante il rilassamento: infatti, le migliori idee vengono sotto la doccia. 

In verità, io sono a caccia di una concentrazione pura e semplice: riuscire a leggere 200 pagine di documento in francese di fine settecento al computer entro stasera, sarebbe già molto. Mi distraggo ogni 10 minuti e di questo passo non finirò MAI! Insomma, mi sono presa una pausa, un attimo per staccare e ho fatto un cocktail rapidissimo con due protagonisti: la birra e le mele. In fondo mi è parsa un'ottima alternativa ai litri di caffè (american style) che mi ingerisco quotidianamente...


Per un cocktail 

  • una mela Fuji piccola (le mie sono casalinghe, quindi di dimensioni ridottissime)
  • 4 cl di acqua tonica fredda
  • un lime
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 0.2 cl di birra bionda fredda
Tagliate metà della mela (senza togliere la buccia), privatela dei semi interni. Una metà tagliatela a cubettini e mettetela in un ciotola con lo zucchero e il succo del lime. L'altra, tagliatela a fettine sottili e passatene la superficie con il lime già spremuto per evitare che si annerisca. Schiacciate la mela a dadini a lungo con un pestello (o il manico di un coltello),  fino a far uscire gran parte del succo, aggiungete l'acqua tonica e filtratela nel bicchiere (io ho scelto un barattolino, come quelli della marmellata). Aggiungete la birra e infilzate le fettine di mela su uno spiedino. 

Rimane davvero un cocktail molto leggero con una nota dolciastra data dalla mela, seppur non aggressiva visto il succo di lime. Ottimo per un picnic e non deluderà gli amanti del sidro (quale io sono). 

Cheers!

Eleonora


venerdì 14 settembre 2012

Orzo perlato con patate e pancetta croccante

Bastano due gocce d'acqua, un clima un po' fresco e subito mi prende un po' la mano. Effettivamente per tutti quelli che già piangono l'estate, farsi un piatto di orzo perlato con patate e pancetta è un azzardo. Se vi sembra presto, promettetevi di provare questa ricetta più in là...anche se non resta così pesante come può sembrare.E poi, quando gustare le patate novelle se non ora? 


Ingredienti (per 4 persone)

  • 360 gr di orzo perlato
  • 4 patate di media dimensione
  • 10 foglie di salvia
  • 8 fette di pancetta
  • 1 cipolla media
  • parmigiano grattugiato
  • olio evo
  • brodo vegetale
In una pentola alta, fate soffriggere la cipolla con l'olio. Aggiungete le patate tagliate a cubetti piccoli e un mestolo di brodo, poi la salvia e coprite. Fate cuocere per 10 minuti: le patate dovranno essere cotte ma ancora croccanti. Ora, aggiungete l'orzo e tostatelo poi procedete con la cottura come per un risotto, procedendo con gradualità col brodo. Nel frattempo, mettete una padella antiaderente a scaldare sul fuoco e fate soffriggere la pancetta tagliata molto sottile. Una volta cotto l'orzo, spegnete, aggiustate di sale e pepe, aggiungete la pancetta croccante tritata a pezzetti e due pugni di parmigiano grattugiato. Mantecate per qualche secondo e impiattate terminando con un filo d'olio evo. 

martedì 11 settembre 2012

Un giardino di tulipani in una scatola di tonno.


E' la vendetta contro tutte le maledette piante grasse che, ahimè, nel corso della mia breve esistenza hanno deciso di abbandonarmi. Troppa cura, troppa acqua, troppo sole, troppo vento, troppa umidità, troppi pensieri.....insomma, piante grasse, poche arie: non siete un'orchidea dell'Amazzonia equatoriale. Al danno la beffa: in casa mia, non ne esiste uno che non abbia il pollice verde. Mio padre che coltiva ogni cosa, innesta, pota, fa ritornare dall'oltretomba piante che sembravano spacciate. Mia madre, con un cortile pieno di ogni pianta: due manciate di terriccio, un'annaffiata quando si ricorda e via. Potrei continuare, ma il mio ego non lo permette. 
Quindi mi sono creata un grazioso giardino da scrivania: niente acqua, nè particolari cure...al massimo una spolverata ogni tanto. E poi, l'ho creato a partire da una scatola di tonno e qualche tappo di sughero, un po' di carta di vario e origami. 
Loro c'avranno il pollice verde, io pieno di colla vinilica. Ad ognuno il suo. 



Materiale:
- Una scatola di tonno grande vuota (da 240 gr.)
- Una decina di tappi di sughero
- Carta da pacchi 
- Spago da cucina
- Fogli di carta colorata (per origami) con dimensione 9.5 cm x 9.5 cm
- Fogli di carta velina verde chiaro e verde scuro + un ritaglio di carta velina gialla
- Forchettine di bamboo da aperitivo (20 -25)
- Colla vinilica
- Forbici
- Un batuffolo di cotone
- Ritagli di cartoncino colorato o carta da scrapbooking
- Nastro

And now, il procedimento

1. Rivestite l'esterno della scatola di tonno con delle strisce di carta da pacchi/da imballaggio. Procedete in questo modo: passate uno strato di colla vinilica mista ad acqua (in parti uguali), adagiate le strisce rispettando i bordi della scatola, poi colla nuovamente. Continuate in questo modo, alternando strati di colla a carta per 3 volte. Terminate con lo strato di colla diluita. Non è fondamentale che le strisce siano precise: picchiettando con il pennello, la carta si distribuirà in maniera omogenea. 
2.Prima che il 4 strato di colla si asciughi, applicate le forchettine di bamboo alla stessa distanza l'una dall'altra, private della parte appuntita con le forbici. Se la struttura risulta un po' instabile, è normale. 

3. Inserite i tappi di sughero e, se è necessario, tagliate dei pezzi per fissarli ben bene.

4. Tagliate 2 pezzi di spago poco più lunghi della circonferenza della scatola, immergeteli completamente nella mistura di colla e acqua e poi annodateli attorno. Lasciate asciugare il tutto: lo spago diventerà rigido e sosterrà la struttura.  

5. Con i fogli di carta da origami, eseguite i tulipani. Per la parte superiore, ho fatto riferimento a questo videotutorial, per i gambi a questo. Alla base di ogni fiore ci sarà un foro dove inserirete la punta del gambo. (Io, ho messo un po' di colla, per sicurezza!)

6.Per fare l'ape: un pezzettino di ovatta appallottolata rivestita con un pezzo di carta velina gialla.  Praticate delle righe nere con un pennarello. Per le ali, ritagliatele a mano libera su del cartoncino e inseritele in un'incisione che avrete praticato col taglierino sul dorso dell'ape. Incollatela semplicemente sui fiori. 

 7. Inserite i tulipani tra i tappi di sughero, incastrandoli affinché siano stabili. Ora, l'erba. Appallottolate dei pezzi di carta velina verde e incollateli con la colla sopra ai tappi, avendo cura di coprire tutti gli spazi vuoti. Alternate i colori per un effetto "più reale". 

8. TADANNN!!! Giardino pronto per farvi compagnia e per decorare la scrivanie di tutta la casa! Ho  aggiunto anche un nastro ed un fiocco sul davanti, dopo aver tagliato anche gli eccessi dello spago.
(9).Dimenticavo: per la farfalla, bastano due ritagli di
cartoncino sovrapposti!

 Eleonora




lunedì 10 settembre 2012

Inspiration#4: Giappone

Certe volte alcune fissazioni mi colgono e non posso fare a meno di evitarle. Adesso sono nella fase Giappone. Sarà l'esotico, il lontano, la storia di un Paese, la cultura ma ammetto di essere profondamente affascinata. E quindi dal fascino, alla ricerca è un attimo. La curiosità mi ha fatto spendere ore su Internet a cercare di sapere di più, a rimanere stupita del fatto che in ogni piccola cosa del Giappone c'è arte. E per ogni arte, c'è un nome. Solo un paio di cose mi scoraggiano: il costo di un volo e della vita Giappo. Aouch!
[Mi perdonerete se le informazioni saranno imprecise, come quelle di chi si affaccia su un cosmo di cultura e tradizione in gran parte sconosciuta, però spero sia di spunto per un'ispirazione o una nuova curiosità]


Ayako Fuji, 1995 - Foto di Yoshihiko Ueda



BENTO, ovvero l'arte di decorare il cibo per un pranzo take away....commestibile al 100%. Organizzare, rendere appetibile anche una verdurina al vapore o del riso semplicemente lessato. Con tutti gli accessori e la pazienza del caso.  (Vi aspettavate che parlassi di sushi in tema di cibo? Fantastici esempi anche in materia: il sushi è davvero un distillato di decorazione e arte della cucina. Da imparare, promemoria per me)

Bellissimi, esagerati esempi qui.
Migliaia di esempi con tutorial e tante idee per tutti i giorni
 - wendolonia.com-  
Da ammirare, qui



FUROSHIKI, ovvero l'arte di impacchettare un regalo senza bisogno di adesivi, carta ma con l'uso di un unico pezzo di stoffa. Riciclabile, intelligente ed originale anche per rivestire un cuscino o per trasportare 2 bottiglie: sempre il problema del "come lo impacchetto, ora?". Simply, love. 
Stoffe e tecniche qui. Ma per la "Bibbia del Furoshiki rimando qui, con
annesso consiglio del Ministero dell'Ambiente giapponese a farne uso!



IKEBANA, ovvero l'arte di disporre a fini decorativi i fiori recisi. Minimalista, secondo 3 diverse scuole, i fiori sono disposti secondo una geometria precisa. Affascinante, quanto meno, nella sua armonia dove lo spazio vale quanto la composizione di rami, foglie e fiori. 


Trovato qui

Maestri di Ikebana che danno corsi. Esperienza, anche questa da provare.
- Junko's Ikebana- (bella gallery delle sue opere)
A testimoniare la tradizione dell'Ikebana. Interessante sito
con antiche foto del Giappone.
- Old Photos of Japan -
KANSASHI, ovvero le decorazioni floreali tra i capelli delle donne giapponesi. 


via  www.txip.net

ORIGAMI, dulcis in fundo. Magistrale arte di piegare la carta per dare vita a forme di ogni tipo. Solo pieghe, pazienza, precisione e la soddisfazione di far prendere corpo ad un foglio in un'entità tridimensionale. 
La Gru. Forse l'origami più carico di significati. La storia di una bambina vittima
del bombardamento di Hiroshima piegò 1300 gru prima che la leucemia la uccidesse a causa delle
 radiazioni. Da allora, simbolo di ricordo, pace e fratellanza.
- Installazione di gru in Camille Styles -
Non solo animali e fiori, ma anche contenitori e scatole.
Per un cupcake, un reagalo. In dettaglio, qui. 


E le partecipazioni? Originale e di classe
- via Eat.Drink.Chic-

lunedì 3 settembre 2012

Ciambelline alla carota e mandorle

Mettete insieme un pomeriggio di stanchezza infinita, un tempo uggioso e uno stampo di silicone che un caro amico mi ha regalato per fare delle ciambelline. Una domenica ai fornelli, come minimo. Senza poi valutare il fatto che ho un cesto pieno di mandorle appena raccolte da mio padre e nell'orto una quantità infinita di carote. Ergo, ciambelline carote e mandorle.
 Le mie mandorle ovviamente non sono come quelle che si acquistano: molto più piccoline, dal sapore intenso che è esaltato dalla buccia un po' aspra. Le ho lasciate così, senza snaturarle troppo. Sì, direi che ci vuole un pomeriggio di piena pazienza per schiacciarle... O meglio, per me il criterio vale sempre, per qualunque cosa creativa si faccia. Se c'è fretta, se l'umore non è dei migliori anche ciò che sto facendo ne risente. 


Ingredienti 
(con queste dosi ho ottenuto 6 ciambelline e 12 muffin...erano gli stampi che avevo in casa!)

  • 250 gr di carote già pelate
  • 150 gr di zucchero
  • 150 gr di burro ammorbidito
  • 4 uova
  • 150 gr di farina
  • aroma di mandorla
  • una bustina di lievito
  • pizzico di sale
  • 70 gr di mandorle non pelate + una manciata di mandorle per decorare
  • zucchero a velo per decorare
Procedimento

Grattugiatele carote finemente e mettetele a scolare. Montate con lo sbattitore (o la frusta) i tuorli d'uovo e lo zucchero. Aggiungete il burro ammorbidito e continuate a montare. Poi aggiungete al composto le carote, le mandorle tritate molto finemente col mixer,la farina, l'aroma e il lievito sempre continuando a montare. Infine,incorporate gli albumi montati a neve ben ferma col pizzico di sale, con movimenti dal basso verso l'alto. 
Mettete il composto negli stampini, riempiendoli per 3/4, imburrandoli e infarinandoli se non usate quelli al silicone. Infornate nel forno già caldo per 35-40 minuti a 180°.
(Nella cottura ho avuto un po' di problemi, perciò li condivido con voi perché possiate evitare di farli...seppur ogni forno ha un suo modo di cuocere. Diciamo che la prova dello stecchino non è molto utile: le ciambelline restano sempre un po' umide al centro e soffici. Perciò, quando avranno preso un bel colore ambrato, dopo circa una mezz'ora, consiglio di aspettare ancora 5 minuti, spegnere e lasciarle nel forno caldo. Io le ho cotte un po' troppo....)
Una volta raffreddate potete fare una glassa con lo zucchero a velo e pochissima acqua calda. La mia era abbastanza liquida perché volevo che la forma lasciata dallo stampo si vedesse bene. Versate le glassa sulle ciambelline disposte su una gratella e cospargetene la  la superficie con le mandorle precedentemente tritate col coltello. Una volta che la glassa sarà asciutta, trasferitele sul piatto di portata. 


Al centro rimarranno sempre morbidissime, profumate alla mandorla e con un colore ambrato davvero invitante.
 Idea regalo: per ogni ciambellina, una scatolina foderata di carta velina e carta da forno. E poi, è giusto che chi mi ha regalato lo stampo, almeno le assaggi! 



venerdì 31 agosto 2012

Segnaposto origami: il fiore di loto.

Se avete in mente una cena in stile nipponico e volete anche cimentarvi in un segnaposto originale, vi propongo di tentare con l'origami. Quando si entra nel tunnel dell'origami, è davvero difficile uscirne: ci voglio pochi minuti e, dopo aver acquistato la carta giusta, basta cercare un po' su internet per dei video illustrativi o le classiche tavole. Mi raccomando la carta da origami: si trova in vendita già nelle dimensioni quadrate 19x19 ed ha una resistenza ottimale che vi eviterà qualche arrabbiatura. 






Occorrente:
- Cartoncino verde
- Spillatrice
- Uno stecchino
- Una spilla da balia piccola
- Un foglio di carta da origami
- Un foglio di carta velina bianca
- filo argentato da 6 mm
- Perle
- Cartoncino avorio


1. Ritagliate una striscia di cartoncino verde lunga almeno 40 cm e alta 5 cm.
Fate delle pieghe di piccole dimensioni "a ventaglio" e unite le estremità con qualche punto. 
 2.Dal rovescio, pinzate 3 pieghe e altre 3 pieghe diametralmente opposte. 

3. Inserite lo stecchino nelle pieghe appena effettuate per
stabilizzare e rendere piatta la struttura.

4. Con un foglio origami e un buon tutorial su youtube che più
vi sembrerà chiaro (uno è questo ma in alternativa esistono anche le schede 

con le immagini fase per fase come qui), eseguite il fiore di loto.
5. Pinzate il fondo del fiore con la spilla da balia


6. Lasciando la spilla chiusa, infilate lo stecchino all'interno
e riposizionatelo all'interno delle pieghe. In questo modo
il fiore verrà fissato alle foglie.

7. Ora, il centro del fiore. Arrotolate attorno alle dita una striscia
di carta velina (o carta bianca da pacchi). Occorre una striscia lunga,
anche di un metro.


8. Praticate delle incisioni triangolari al centro
del mazzetto di carta

9. Praticate un taglio alle estremità per "aprire" il mazzetto di carta

10. Con tre fili d'argento fissate il mazzo lì dove avete praticato
le incisioni. La tecnica per arricciare e inserire le perle l'ho già spiegata
in questo post. Stropicciate la carta velina e appoggiatela al centro del fiore:
non c'è bisogno di colla perché il volume della carta è sufficiente. 

 Ora, rimane solo da ritagliare dei pezzetti di cartoncino e scrivere il nome degli ospiti. Si presta moltissimo anche per un numero alto di commensali: una volta presa mano con la tecnica dell'origami, potrete farne di tutti i colori. 
Tanto fingerfood, sushi, tempure, noodles vari per tutti.




martedì 28 agosto 2012

L'azzardo ovvero il Bloody Mary

Magari si entra in un bar in cui sappiamo facciano dei bei cocktail e ci diciamo: "Stasera provo qualcosa di diverso". Bene, anch'io mi ripropongo sempre di azzardare, ma alla fine cado sempre sugli stessi. Monotoni, sicuri, confortevoli. Eppure, lui era sempre lì: il Bloody Mary. Quelle cose che fino all'ultimo dici: "Adesso me lo faccio fare. Che sarà mai! " E la solita amica da Crodino: "Però se ti fa schifo? Il succo di pomodoro!! Oh, stiamo scherzando." Oppure l'amico habitué del Negroni: "Ma che sapore ha? E' salato o dolce?" Niente
Contro i dubbi amletici, la soluzione è una: farlo a casa. Ma dall'inizio. Anche il succo di pomodoro ed il sale aromatizzato al sedano! Vi dico subito che è un cocktail sorprendente. Azzardate! 

Però cercate di andare a comprare gli ingredienti magari facendo una spesa un po' più "ampia". Vi risparmierete una scena alla cassa del supermercato come la mia. Io, una bottiglia di vodka secca, un gambo di sedano enorme da 1 kg, la bottiglietta del tabasco e quella della salsa Worcester. Euro 17.74 e niente shopper. Dietro, una mamma con 4 scatole di merendine, scatolone enorme di latte e 6 pacchi di pasta. Euro 15.50. 
Imbarazzo da single di provincia. 
Sì, anche perché il Bloody Mary deve anche la sua popolarità come il cocktail "del giorno dopo". Se vi svegliate in pieno "hangover", dopo una serata di plurime bevute, e riuscite a trascinarvi fuori dal letto dicono che sia un tocca sana. Altro che caffè e doccia. 


Ingredienti per un Bloody Mary:

- 3 parti di vodka
- 6 parti di succo di pomodoro *
- 1 parte di succo di limone
- sale aromatizzato al sedano **
- pepe macinato fresco
- 4 gocce di salsa Wocester
- 6 gocce di tabasco
- costa di sedano per decorare

* per il succo di pomodoro: scottate i pomodori in acqua bollente per qualche secondo, dopo aver praticato una piccola incisione della pelle sul fondo di ognuno. Scolateli, metteteli in acqua fredda e privateli della buccia. Apriteli e togliete tutte le parti verdi ed i semi, poi tritateli sottilmente. Mettete una parte in una pentola e mettete sul fuoco. Fate cuocere per qualche minuto schiacciando e mescolando con una spatola. Come spunta il bollore, aggiungete ancora un po' di pomodoro e aspettate che si formino le bolle. Continuate così fino ad esaurimento dei pomodori. Dopo l'ultima parte, fate bollire per 5 minuti. Versate subito il pomodoro nelle bottiglie e, se volete, sterilizzatele in acqua bollente per 35-40 minuti. Altrimenti, il succo si conserva per qualche giorno in frigo. 

** per il sale aromatizzato al sedano: esiste in commercio ma ho provato a farlo a casa. Prendete un pezzetto di una costa di sedano (possibilmente di quelle esterne, più dure ed amare) e tritatelo il più sottile possibile. Aggiungete una quantità di sale fino pari al volume del sedano tritato, e continuate a sminuzzare col coltello finché non sarà sottilissimo. 

>Ora, il cocktail!
In un tumbler alto, versate la vodka, il succo di limone e quello di pomodoro. Poi, un bel pizzico di sale, la salsa Worcester ed il tabasco, una macinata di pepe nero.Mescolate leggermente. Costa di sedano per decorare. 

>"Un Bloody Mary! Ma fatto bene, per piacere..."
Ovviamente il segreto è saper dosare i condimenti: occhio alle salse, in particolare. La salsa Worcester esalta l'acidità del pomodoro quindi attenzione a non esagerare, mentre il tabasco aggiunge un bel tono di piccante che va secondo i gusti. Attenzione anche al sale: non siate troppo parchi perché solo lui può sposta la bilancia dal dolce al salato del gusto questo cocktail. Con le dosi indicate da me, viene un cocktail saporito ma non troppo piccante...